
Il Sedil Dominova è una loggia aperta all'angolo di due strade del centro storico, con una cupola di maioliche gialle e verdi che si vede da lontano. Passandoci davanti sembra un chiosco decorato. In realtà è l'ultimo superstite di un'istituzione scomparsa.
Che cos'era un "sedile"
Nel Regno di Napoli i sedili erano le assemblee in cui la nobiltà cittadina si riuniva per amministrare la città: eleggevano rappresentanti, decidevano le tasse, trattavano con il potere centrale. Ogni quartiere aveva il suo.
Sorrento ne aveva due. Qui si riunivano, fin dal XIV secolo, i nobili della parte occidentale della città. I sedili furono aboliti all'inizio dell'Ottocento con le riforme napoleoniche, e le loro sedi sparirono quasi ovunque.
Il Sedil Dominova è l'unico esempio di sede di un antico sedile arrivato fino a noi in tutta la regione. Non è un monumento minore: è un unicum.
Cosa si vede
- La cupola maiolicata del XVI secolo, in giallo e verde, opera della bottega dei Chiaiese, la famiglia di riggiolari napoletani che ha firmato mezzi pavimenti maiolicati della Campania.
- Gli affreschi settecenteschi sulle pareti interne, usciti dalla bottega di Carlo Amalfi.
- Gli archi aperti su due lati, che rendono la loggia visibile e attraversabile con lo sguardo dalla strada.
Dal 1871 l'edificio è sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, una delle più antiche d'Italia ancora in attività. Questo significa che l'interno non è un museo e non ha orari di visita: si guarda dall'esterno, da sotto gli archi.
Come arrivarci dal B&B
Dieci minuti a piedi. Da Piazza Tasso si imbocca via San Cesareo, la strada stretta e pedonale delle botteghe, e si arriva all'incrocio con via Giuliani: il Sedile è lì, all'angolo.
È la strada più bella del centro storico per arrivarci, e vi porta a passare davanti alle botteghe di intarsio e di limoncello.
Quando andare
Di sera. Di giorno via San Cesareo è un fiume di persone e il Sedile si guarda male, con la folla che scorre sotto gli archi.
Dopo cena la strada si svuota, le lampade in ferro battuto si accendono e la cupola maiolicata prende una luce completamente diversa. È anche l'unico momento in cui si riesce a fotografarlo senza venti persone davanti.
Il nostro consiglio
Sono cinque minuti di sosta, non di più: mettetelo dentro la passeggiata serale nel centro storico, tra la cena e il gelato, non trattatelo come una tappa a sé.
E alzate lo sguardo. Il novanta per cento di chi ci passa davanti non nota la cupola, perché a Sorrento si cammina guardando le vetrine.
Sedil Dominova