
In pieno centro a Sorrento, a cinque minuti dal B&B, la città si apre in una gola profonda e dentro c'è una rovina inghiottita dalla vegetazione. Si guarda dall'alto, dalla balaustra di via Fuorimura, e sembra un errore di scala: un pezzo di foresta tropicale caduto dentro il tessuto urbano.
Come si è formato
Il vallone è una spaccatura geologica nel banco di tufo, aperta da un'eruzione dei Campi Flegrei circa trentacinquemila anni fa. Sul fondo scorrevano due sorgenti, e l'acqua è la ragione di tutto quello che è successo dopo.
Che cosa c'era dentro
Nel Seicento in fondo alla gola fu costruito un mulino per la macinazione del grano — da cui il nome del vallone. Accanto nacquero una segheria, che tagliava il legno per le botteghe di intarsio che hanno reso famosa Sorrento, e un lavatoio pubblico dove le donne del paese venivano a lavare i panni.
Era un piccolo distretto industriale nel cuore della città, e funzionava perché la valle arrivava fino al mare e al porto di Marina Piccola.
Perché è stato abbandonato
Qui la storia si racconta spesso male, quindi vale la pena essere precisi.
Nel 1866 venne costruita Piazza Tasso, riempiendo una parte della valle. Quella colmata tagliò il vallone fuori dal mare e lo chiuse su se stesso.
Non fu però la fine immediata delle attività. L'isolamento fece salire l'umidità sul fondo della gola fino a punte intorno all'80%, e con meno acqua disponibile e un microclima diventato invivibile i mulini smisero di funzionare solo all'inizio del Novecento.
Da allora nessuno è più sceso a lavorare laggiù, e in poco più di un secolo la vegetazione si è ripresa tutto: felci, capelvenere e ficus crescono dentro le murature, e l'umidità che ha cacciato gli uomini è esattamente ciò che le fa prosperare.
Come si visita
Si guarda, non si visita. Il fondo della gola non è accessibile al pubblico e non esiste un percorso autorizzato per scendere.
Il punto di osservazione è la balaustra su via Fuorimura, a pochi passi da Piazza Tasso, ed è gratuito. Ci si affaccia, si guarda giù e si riparte: sono cinque minuti.
Come arrivarci dal B&B
Cinque minuti a piedi, tutti in piano, passando da Piazza Tasso.
Il nostro consiglio
La luce migliore è a metà mattina, quando il sole entra abbastanza in verticale da illuminare il fondo. Nel tardo pomeriggio la gola è già in ombra e le fotografie vengono scure e piatte.
D'inverno e dopo la pioggia il verde è al massimo e spesso c'è un velo di umidità sospeso: è il momento in cui il posto è più impressionante.
È la sosta perfetta da infilare tra due cose: due minuti di deviazione da Piazza Tasso e uno dei luoghi più strani della città.
Vallone dei Mulini